È COMPIUTO
La verità inchiodata, l’amore che salva
Cari amici, buongiorno. Entriamo nel giorno del grande silenzio e della solitudine di Dio. Il Venerdì Santo non è il giorno del lutto disperato, ma della contemplazione dell’Amore che si spinge fino all’estremo. Oggi la Chiesa non celebra l’Eucaristia. Lo sguardo è fisso sulla Croce, l’albero della vita su cui Cristo ha disteso le braccia per abbracciare l’umanità intera.
Oggi non si “spiega” il Vangelo. Oggi si sta sotto la Croce. La Passione secondo Giovanni è un fiume lento e terribile: Gesù non è travolto dagli eventi, li attraversa con una libertà sovrana. Non urla, non mendica, non scappa. Si consegna. E proprio così regna.
Passione del Signore (Gv 18,1–19,42)
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli… ed entrò in un giardino. […] Giuda vi andò con soldati e guardie… Gesù disse loro: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». […] Lo catturarono, lo legarono e lo condussero prima da Anna… poi a Caifa… infine nel pretorio da Pilato. Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato: per dare testimonianza alla verità». […] Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. […] I soldati intrecciarono una corona di spine… e Pilato lo condusse fuori dicendo: «Ecco l’uomo!». […] Egli, portando la croce, si avviò verso il Gòlgota, dove lo crocifissero. […] Stavano presso la croce sua madre e il discepolo che egli amava. Gesù disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». […] Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. (Qui si genuflette e si fa una breve pausa) Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. […] Giuseppe di Arimatèa e Nicodèmo presero il corpo di Gesù e lo posero in un sepolcro nuovo.
Una riflessione per te (p. Mario Proietti)
Tutto comincia in un giardino. La notte porta soldati e guardie. Giuda arriva con i segni del potere e del tradimento. E Gesù fa la prima cosa sorprendente: esce incontro. Non si nasconde. Chiede: “Chi cercate?”. E quando rispondono “Gesù, il Nazareno”, pronuncia il Nome: “Sono io”. Non è solo identificazione. È rivelazione. Anche nel momento dell’arresto, Gesù resta l’Io Sono. Il male lo tocca, non lo possiede.
Poi iniziano i passaggi: Anna, Caifa, Pilato. Religione e politica si passano il Figlio di Dio come un problema da eliminare. E in mezzo c’è un dialogo che brucia: “Dunque tu sei re?”. Gesù risponde: “Tu lo dici”. E aggiunge la frase che spiega tutta la sua vita: “Per questo sono nato: per dare testimonianza alla verità”. La verità non è un concetto. È una Persona che resta fedele al Padre anche quando costa sangue. La verità non si impone con la forza, si dona.
Pilato cerca una via d’uscita, poi cede. E Giovanni mostra il paradosso: la flagellazione, la corona di spine, la derisione. E Pilato che presenta Gesù dicendo: “Ecco l’uomo”. Senza saperlo, sta proclamando una liturgia. Ecco l’uomo vero. Ecco l’uomo come Dio lo voleva: non predatore, non dominatore, non cinico. Un uomo che ama fino alla fine.
Gesù porta la croce. Giovanni non insiste sulla caduta come gli altri evangelisti. Qui la Croce è trono. È innalzamento. È la regalità dell’amore. E ai piedi della Croce c’è Maria. C’è il discepolo amato. E Gesù, nel momento in cui tutto sembra finire, crea una relazione nuova: “Donna, ecco tuo figlio… Ecco tua madre”. La Croce non distrugge, genera. Nasce la Chiesa, nasce una famiglia nuova, non fondata sul sangue umano, fondata sul Sangue del Figlio.
Poi arriva la parola finale: “È compiuto”. Non è rassegnazione. È pienezza. È il compimento delle Scritture, del disegno del Padre, dell’amore che non si è tirato indietro. E Giovanni annota: “consegnò lo spirito”. Non lo perde. Lo consegna. Anche qui Gesù è sovrano.
E infine il colpo di lancia. “Sangue e acqua”. È un segno che la Tradizione ha sempre letto come nascita dei sacramenti, della Chiesa, della vita nuova: battesimo ed eucaristia, purificazione e comunione, lavacro e nutrimento. Dal fianco aperto nasce ciò che ci salva.
Oggi il Venerdì Santo ci chiede una cosa semplice e impossibile: non fuggire. Restare. Guardare. Lasciarsi amare. E prendere sul serio che la verità ha un prezzo, e quel prezzo è già stato pagato da Cristo.
Un versetto per restare dritti
«Per questo sono nato: per dare testimonianza alla verità». (Gv 18,37)
Esercizio pratico: giorno di digiuno. Restare sotto la Croce
Il Santo Padre ci esorta a disarmare il linguaggio, rinunciando oggi a ogni parola di lamento, critica o vanità. Pratica un silenzio rigoroso in alcuni momenti della giornata, non come vuoto, ma come spazio di ospitalità per Dio. Se puoi, bacia il crocifisso che hai in casa con la consapevolezza che in quel legno è racchiusa la tua libertà.
Domanda per la giornata
Dove fuggo dalla verità per paura?
Quale croce oggi mi chiede di essere portata con Cristo, senza amarezza?
Preghiera
Signore Gesù, oggi ti adoro nella tua Croce.
Tu sei il Re che non domina, il Figlio che obbedisce,
l’Uomo vero che ama fino alla fine.
Non permettere che io resti spettatore.
Conducimi sotto la tua Croce con Maria,
insegnami il silenzio, la fedeltà, la verità.
Dal tuo fianco aperto donami sangue e acqua,
vita e grazia, perché io viva da redento e non da schiavo.
È compiuto: fa’ che anche la mia vita, un giorno,
possa compiersi nell’amore. Amen.
