Protési alla gioia pasquale… (Venerdì della Terza Domenica di Quaresima 13 marzo 2026)

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IL PRIMO COMANDAMENTO
Dall’ascolto all’amore integrale

Cari amici, buongiorno. Oggi il nostro percorso quaresimale ci riporta allo Shemà: “Ascolta, Israele”. È interessante che il primo comandamento non inizi con un “fare”, ma con un “ascoltare”. Prima viene l’orecchio, poi la mano. Solo quando l’ascolto di Dio torna al centro, l’amore smette di essere uno sforzo frammentato e diventa un unico movimento: verso Dio e verso il fratello.
La proposta CEI per oggi
La Conferenza Episcopale Italiana chiede per questo venerdì una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, con lo spirito di “amare la pace disarmata e disarmante”. È un modo concreto di vivere il primo comandamento: ascoltare Dio, lasciare che l’amore diventi responsabilità, intercedere per chi soffre a causa dei conflitti armati, con una particolare intenzione per il Medio Oriente. La preghiera e il digiuno non sono un gesto “simbolico”, sono una comunione reale con le vittime della violenza e una supplica perché il Signore converta i cuori e apra strade di pace.

Vangelo del giorno (Mc 12,28-34)

In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”. Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Una riflessione per te (p. Mario Proietti)

Questo incontro tra Gesù e lo scriba è luminoso perché non è una trappola. È una domanda vera: che cosa conta davvero? Gesù risponde con una sintesi che mette ordine nel cuore. E la prima parola è “Ascolta”. Non perché Dio abbia bisogno di essere informato. Perché noi abbiamo bisogno di essere orientati. Se non ascoltiamo, viviamo in automatico. Se non ascoltiamo Dio, ascoltiamo qualunque altra voce: paura, orgoglio, ansia, risentimento, moda, convenienza. E il cuore si divide.
“Ascolta” significa: lascia che la voce di Dio ti raggiunga prima di decidere da solo chi sei. Dio è uno solo, e quando il cuore si appoggia a Lui smette di frammentarsi. Da qui nasce il comando dell’amore: amare Dio con tutto il cuore, la mente e la forza non è un’impresa muscolare, è la risposta di un figlio che ha riconosciuto di essere amato per primo. Quando questa radice manca, anche la carità diventa pesante e irritabile.
Poi Gesù unisce due comandamenti che noi spesso separiamo: amare Dio e amare il prossimo. È un solo amore in due direzioni, come i due bracci della croce: uno verso il Padre, uno verso i fratelli. E in mezzo c’è anche l’amore per se stessi, che non è egoismo, è custodia: riconoscersi dono di Dio e trattarsi con verità.
Lo scriba capisce e dice una frase decisiva: questo vale più di olocausti e sacrifici. Il culto senza amore è vuoto. Dio non ha bisogno delle nostre cose, vuole il nostro cuore. E quando il cuore si apre, il Regno è vicino.

Un versetto per restare dritti

«Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore». (Mc 12,29)

Esercizio pratico del venerdì:

Metti un crocifisso davanti a te. Telefono silenziato. Un minuto di silenzio. Segno della croce.
Dico lentamente: «Ascolta, Israele». Poi: “Signore Gesù, insegnami ad amare con tutto il cuore, la mente e la forza”.

Domanda per la giornata

Quanto spazio lascio all’ascolto nella mia giornata? Il mio amore nasce da un cuore che ha saputo prima ascoltare Dio?

Preghiera

Signore Gesù, nella risposta allo scriba hai riassunto il senso della vita.
In questo venerdì di Quaresima educa il mio ascolto.
Fa’ che la tua voce risuoni nel profondo e mi ricordi che Tu solo sei il Signore.
Liberami da un amore frammentato e donami la grazia di amarti con tutta la mia vita,
perché questo amore diventi carità vera verso ogni prossimo che incontro.
Accogli anche la nostra preghiera e il nostro digiuno per la pace:
disarma i cuori, consola chi soffre, apri vie di riconciliazione. Amen.

fonte: profilo facebook di don Mario Proietti