ASCOLTATELO
Contemplare la gloria per abitare il quotidiano

Cari amici buon giorno e buona domenica. Entriamo nella II settimana di Quaresima, quella dello sguardo trasfigurato. Dopo il deserto della prima domenica, la liturgia ci conduce sul monte Tabor. Gesù si trasfigura davanti ai discepoli, mostrando una luce che non è evasione dalla realtà. È forza donata per la valle, per il quotidiano, per la passione che ci attende.

Vangelo del giorno (Mt 17,1-9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne…». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra… Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Una riflessione per te (p. Mario Proietti)

Dopo il deserto, Dio ci concede una sosta di luce. Non per distrarci, per sostenerci. La Trasfigurazione è un anticipo di Pasqua, una finestra aperta sulla meta, così che il cammino verso Gerusalemme non diventi solo fatica e incomprensione. Pietro lo sente e lo dice con spontaneità: “È bello per noi essere qui”. La fede, infatti, non è soltanto disciplina. È incontro con una bellezza che riempie il cuore. Gesù mostra il suo volto luminoso per dire ai discepoli che la croce non è un fallimento, è un passaggio. La luce non cancella la passione, la illumina.
E poi, dalla nube, arriva una sola consegna. Non un discorso complicato, non una teoria. Un comando essenziale: “Ascoltatelo”. Qui c’è il centro della Quaresima. Ascoltare Gesù significa fidarsi della sua Parola quando è esigente, seguirlo quando chiede di perdere per ritrovare, restare con lui anche quando la strada scende dal monte e diventa più dura. Papa Leone XIV, nel Messaggio per la Quaresima, insiste proprio su questo: l’ascolto è il primo segno di un desiderio vero di entrare in relazione con Dio, perché il cuore non si disperda tra inquietudini e distrazioni. Il Tabor è la scuola di questo ascolto: in silenzio, davanti al Figlio, lasciando che la Parola orienti la vita.
C’è poi un dettaglio che consola. I discepoli cadono a terra, schiacciati dal timore. Gesù non resta lontano. Si avvicina. Li tocca. È un gesto semplice, fisico, paterno. La grazia non umilia, rialza. E quando la visione finisce, Mosè ed Elia scompaiono, le emozioni si ritirano, resta “Gesù solo”. Questa è la fede quotidiana: non vivere di momenti eccezionali, camminare nella normalità con Gesù presente, anche quando non si vede luce.
La Trasfigurazione non ci invita a fuggire. Ci insegna a guardare la realtà con uno sguardo più profondo. La luce ricevuta sul monte diventa responsabilità nella valle. Portare un raggio di Tabor nelle relazioni, nei pensieri, nelle parole, è già Quaresima vera.

Un versetto per restare dritti

«Ascoltatelo». (Mt 17,5)

Esercizio pratico: uno sguardo di gentilezza

Oggi scelgo di trasfigurare almeno una relazione. Rinuncio al giudizio immediato… Evito la parola tagliente.

Domanda per la giornata

Il mio sguardo sulla realtà è cupo o cerco di vedere la luce di Cristo anche nelle situazioni difficili? Che cosa significa per me, oggi, “ascoltare Lui”?

Preghiera

Signore Gesù, sul monte Tabor hai manifestato la tua gloria per sostenere i discepoli nell’ora della prova.
In questa seconda domenica di Quaresima attira anche me in disparte, lontano dal rumore e dalle ombre.
Fa’ risplendere la tua luce nel mio cuore e donami un orecchio attento alla tua Parola.
Quando paura e fatica mi faranno cadere a terra,
avvicinati, toccami con la tua mano e ripeti alla mia anima: “Alzati e non temere”.
Fa’ che, scendendo dal monte, io porti nel quotidiano la certezza
che tu resti con me, Gesù solo, Gesù vero, Gesù sufficiente. Amen.

fonte: profilo facebook di don Mario Proietti