LA LOGICA DEL DONO
La grandezza nel farsi servi

Cari amici, buongiorno. Oggi siamo invitati a capire una cosa che il mondo fa finta di non sapere: la vera realizzazione non sta nell’ascesa al potere, sta nella capacità di farsi dono. Gesù ribalta le gerarchie: mentre tanti cercano i primi posti e il dominio, il Figlio dell’uomo rivela che la vera dignità sta nel servire e nel dare la vita. E nel mercoledì, giorno dedicato alla Madonna, impariamo questo stile nella scuola più concreta: Maria, la Serva del Signore.

Vangelo del giorno (Mt 20,17-28)

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i Dodici e lungo la via disse loro: “Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato… condannato a morte… ma il terzo giorno risusciterà”. Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo… “Di’ che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno”. Rispose Gesù: “Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?”. […] Gesù, chiamatili a sé, disse: “I capi delle nazioni dominano su di esse… Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo… appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”.

Una riflessione per te (p. Mario Proietti)

Questo brano mette in luce uno scontro che spesso non è solo fuori di noi, è dentro di noi: la logica di Dio e la logica del mondo. Gesù annuncia la sua Passione. Parla di consegna, sofferenza, morte e risurrezione. È il vertice dell’amore. E proprio lì spunta la richiesta più stonata: i primi posti nel Regno. È il rischio di usare la vicinanza a Gesù come trampolino per la “carriera spirituale”. Gesù non umilia nessuno, illumina: “Voi non sapete quello che chiedete”. La gloria di Dio non è un trono, è un calice. È la capacità di amare fino in fondo, fino a bere l’amarezza del sacrificio.
Poi c’è l’indignazione degli altri dieci. E anche quella è rivelatrice: si sdegnano, perché il desiderio di potere divide sempre, anche quando si traveste da zelo. Gesù allora ricrea l’unità, non livellando verso il basso, chiamando verso l’alto. E spiega in cosa consiste la grandezza: nel mondo è grande chi si fa servire, nella Chiesa è grande chi si fa servo. Il “primo” è chi non appartiene più a se stesso, ma si mette a disposizione delle necessità dei fratelli. E Gesù non chiede nulla che non abbia fatto per primo: Dio si è chinato.
Qui il mercoledì mariano trova la sua luce. Maria è l’anti-carriera. Non cerca posto, non cerca titolo, non cerca visibilità. Dice “Eccomi” e si lascia condurre. La sua grandezza è l’obbedienza amorosa. Il suo “fiat” è servizio puro. Nel suo stile impariamo la logica del dono senza rumore.
Papa Leone XIV richiama spesso che l’austerità e la sobrietà non sono tristezza, sono libertà del desiderio. E un desiderio liberato smette di afferrare e comincia a offrire. La Quaresima è tempo propizio per passare dal possesso al dono, dal “mio” al “per”.

Un versetto per restare dritti

«Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire». (Mt 20,28)

Esercizio pratico:

Oggi scelgo un dono concreto: rinuncio a un piccolo “primo posto”.
Lascio passare, cedo la parola, faccio un servizio che non mi compete, aiuto senza farlo pesare.

Domanda per la giornata

In che modo sto cercando la mia grandezza a discapito degli altri?
Sono pronto a rinunciare a un piccolo “primo posto” per mettermi al servizio di chi ha bisogno?

Preghiera

Signore Gesù, tu sali verso la Croce e continui a insegnarmi la via del dono.
Purifica i miei desideri dalle ambizioni e dalla brama di primeggiare.
Quando cerco potere o riconoscimento, ricordami il tuo calice e la tua via.
Donami la grazia di non temere il servizio,
certo che solo perdendo me stesso per amore troverò la vera grandezza.
E per intercessione di Maria, tua Madre e nostra Madre, rendimi umile, docile, fedele.
Amen.

fonte: profilo facebook di don Mario Proietti