Protési alla gioia pasquale… (Martedì Santo 31 marzo 2026)

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ED ERA NOTTE
Quando il cuore si divide, Cristo resta fedele

Il cammino di oggi ci porta dentro l’intimità dell’ultima cena, e proprio lì esplode il dramma. Gesù dichiara apertamente: «Uno di voi mi tradirà». Non c’è soltanto il tradimento plateale di Giuda. C’è anche la presunzione di Pietro, che promette di dare la vita e finirà per rinnegare il Maestro prima del canto del gallo. Il Vangelo di oggi ci mostra una verità che fa male, e proprio per questo salva: la prova più dolorosa non viene quasi mai da un nemico lontano. Viene da chi era vicino, da chi era “a mensa”, da chi sembrava già dentro. La Passione comincia così, nel segreto del cuore, quando l’uomo smette di ascoltare davvero il Signore e lascia che a guidarlo siano il calcolo, la paura, la confusione. È anche per questo che la Quaresima, come ci ha ricordato Papa Leone XIV, è un tempo nel quale rimettere il mistero di Dio al centro e lasciarsi raggiungere dalla Parola, perché il cuore non si disperda nelle inquietudini e nelle distrazioni di ogni giorno.

Vangelo del giorno (Gv 13,21-33.36-38)

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. […] Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda […]. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». […] Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. […] Figlioli, ancora per poco sono con voi […]». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Una riflessione per te (p. Mario Proietti)

Gesù dichiara con chiarezza: “Uno di voi mi tradirà”. Non lo dice per umiliare, lo dice perché la verità, quando è taciuta, diventa veleno. I discepoli si guardano l’un l’altro. Nessuno è sicuro. E questo dettaglio è prezioso: davanti alla Passione non esistono “immuni”. La fragilità abita tutti.
Giovanni si china sul petto di Gesù e chiede: “Chi è?”. E Gesù risponde con un gesto che unisce mistero e delicatezza: dà un boccone. È un segno di amicizia. È l’ultima offerta. Giuda non viene smascherato con uno schiaffo, viene raggiunto con un gesto di comunione. Eppure, dopo quel boccone, “Satana entrò in lui”. Non perché il boccone sia male, ma perché il cuore ormai è chiuso.
Quando si accoglie il dono senza aprirsi alla verità, anche il bene diventa occasione di indurimento. Gesù dice: “Quello che vuoi fare, fallo presto”. Non è cinismo. È sovranità. Cristo non è trascinato dagli eventi. Li attraversa liberamente. E Giuda esce. E Giovanni annota una frase che è un colpo di martello: “Ed era notte”. Notte fuori e notte dentro. La notte del cuore è sempre più pericolosa della notte del cielo.Poi avviene qualcosa di impressionante: proprio quando Giuda esce, Gesù parla di gloria. “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato”. La gloria, per Gesù, non coincide con l’applauso. Coincide con l’amore che si dona fino alla fine. È qui che la Settimana Santa rovescia la nostra idea di successo.
E subito dopo entra Pietro. Pietro è l’opposto di Giuda, eppure anche lui è fragile. Non tradisce per denaro. Rinnega per paura. Dice con slancio: “Darò la mia vita per te”. E Gesù, senza umiliarlo, gli dice la verità: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. Non per schiacciarlo, per salvarlo dalla presunzione. Pietro ha bisogno di scoprire che l’amore non si regge sulla forza di carattere, si regge sulla grazia.
Oggi questo Vangelo ci consegna due pericoli e una speranza. Il pericolo di Giuda: quando il cuore diventa doppio, quando la scelta è già fatta e il volto resta ancora “in tavola”. Il pericolo di Pietro: quando ci fidiamo di noi stessi più che di Dio. E la speranza è Gesù: turbato, sì, ma fedele. Ferito, sì, ma non amaro. Consapevole della notte, eppure determinato a portare luce.

Un versetto per restare dritti

«Egli… subito uscì. Ed era notte». (Gv 13,30)

Esercizio pratico: restare nella luce

Oggi dico: “Signore, tienimi nella tua luce”. E faccio un atto concreto di verità: una parola sincera, un perdono iniziato, un peccato evitato, una scelta pulita.

Domanda per la giornata

Qual è la mia “notte” oggi: una paura, un risentimento, un compromesso, una doppiezza?
E dove assomiglio a Pietro che promette troppo e prega poco?

Preghiera

Signore Gesù, tu conosci la notte del cuore e la fragilità dei tuoi amici.
Non permettere che io mi perda nelle doppiezze o nella presunzione.
Donami verità senza durezza e umiltà senza disperazione.
Quando sono tentato di uscire nella notte, trattienimi con la tua grazia.
E quando cado come Pietro, rialzami con la tua misericordia,
perché io ti segua davvero, non con parole grandi, ma con fedeltà concreta. Amen.

fonte: profilo facebook di don Mario Proietti