LA LIBERTÀ DELLA SCELTA

Scegliere la vita nei piccoli passi

Cari amici buongiorno. Dopo l’inizio solenne di ieri, oggi il cammino entra nel vivo della nostra quotidianità. La liturgia ci mette davanti a un bivio concreto: la via della vita e la via della morte, la benedizione e la maledizione. Non sono concetti astratti. Sono le decisioni che prendiamo oggi, nelle cose piccole, nei gesti che sembrano insignificanti e invece ci costruiscono dentro.

Vangelo del giorno:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno”. E, a tutti, diceva: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?”.

Un commento per te: (d. Mario Proietti)

Gesù non ci seduce con un cammino facile. Ci dice subito la verità della sequela: la vita nasce dal dono. Luca aggiunge un dettaglio decisivo, quasi spietatamente realistico: la croce va presa “ogni giorno”. Questo significa che la santità non è fatta di eroismi occasionali, è fatta di fedeltà quotidiana. La pazienza in casa, l’onestà quando nessuno controlla, l’umiltà di chiedere scusa, l’accoglienza di un limite fisico o caratteriale, il trattenere una parola che ferisce. Questa è la croce del quotidiano. Portarla con amore non ci schiaccia, ci rende simili a Lui.

Poi Gesù svela il paradosso che ci smonta: chi vive per “salvare” la propria vita, cioè per difendere se stesso, i propri spazi, il proprio tornaconto, finisce per perdere la sostanza. Si riempie di cose e si svuota dentro. Chi accetta di “perderla”, cioè di spenderla nell’amore di Dio e dei fratelli, scopre una vita nuova, più ampia, più libera, più vera.

Infine arriva la domanda che non lascia scampo: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero…?». Possiamo accumulare successi, consensi, risultati. Se in quel guadagno perdiamo l’anima, abbiamo perso tutto. La Quaresima serve a questo: ritrovare noi stessi, quelli veri, senza maschere, senza scuse, senza teatro.

Oggi la parola chiave è una sola: scegliere. Non vivere in modalità automatica. Non lasciare che siano l’istinto, l’abitudine o la pressione degli altri a decidere per noi. Scegliere la vita significa diventare intenzionali, consapevoli, docili a Dio. I comandamenti non sono catene, sono indicazioni stradali per non smarrire la gioia.

Un versetto per restare dritti

«Ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza». (Dt 30,19)

Esercizio pratico: scegliere di essere miti

Oggi scelgo la gentilezza come atto di libertà. Misuro le parole. Rispondo senza aggressività. Non perché sono debole, perché voglio essere padrone di me stesso. In un mondo dove l’urlo sembra l’unico linguaggio, la mitezza diventa una forma di resistenza cristiana.

Domanda per la giornata

Qual è la scelta piccola che posso fare oggi per uscire da un automatismo negativo e scegliere la via della vita?

Preghiera

Signore Gesù, all’inizio di questo cammino quaresimale mi metti davanti la verità della croce quotidiana. Donami la grazia di non scappare dalle fatiche di ogni giorno. Insegnami che non c’è vera gloria senza dono di sé e che la mia vita fiorisce quando smetto di trattarla come un possesso geloso. Rendimi libero, mite, fedele. Fa’ che ogni croce portata con Te diventi seme di risurrezione. Amen.