Ogni anno la prima domenica di Quaresima ci presenta il racconto delle tentazioni che Gesù ha sperimentato nel deserto.
Si tratta di una esperienza che Gesù ha realmente attraversato, un’esperienza talmente significativa che viene a rivelarci tutta la sua prossimità e vicinanza nei confronti di ogni uomo.
Gesù, infatti, è pienamente solidale con ogni uomo dal momento che si è sottoposto al reiterato tentativo da parte del ‘nemico del genere umano’ di distoglierlo dalla piena obbedienza al Padre.
La prima tentazione riguarda la fame.
La proposta del demonio si potrebbe sintetizzare così: impegnati a trasformare tutto in cose che si possono consumare. Gesù da parte sua dimostra che il pane ci vuole, ma non è sufficiente dal momento che l’uomo è fatto per cose più grandi.
Insomma, ciò che fa vivere davvero è la nostra fame del cielo.
L’uomo, ogni uomo, ciascuno di noi vive di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Siamo fatti da Dio e siamo fatti per Dio.
Pertanto nulla potrà mai saziare quella fame di pienezza che ognuno di noi si porta nel profondo del cuore.
Solo Dio e nessun altro dare senso alle nostre giornate e all’intera nostra esistenza.
Una seconda tentazione riguarda, invece, una visione completamente distorta di Dio che viene meschinamente ridotto ad uno che compie effetti speciali a richiesta.
Il tentatore porta Gesù sul punto più alto del tempio, proponendogli di gettarsi giù, obbligando in questo modo Dio a compiere un miracolo.Ci troviamo qui di fronte alla egoistica ricerca di un proprio vantaggio, pretendendo un Dio a nostro servizio.
Quante volte nel corso della vita può capitare di chiedersi di fronte ad una malattia, ad un fallimento o alla stessa morte di una persona cara: Perché Dio non interviene?
Gesù anche in questo caso, resistendo alla subdola proposta del tentatore, cita nuovamente la scrittura e dice: “Non metterai alla prova il Signore tuo Dio”.
Qualche volta potremmo pure avere l’impressione che Dio non risponda sempre a tutto quello che gli andiamo chiedendo, ma di una cosa non dovremmo mai dubitare, cioè del fatto che il Signore non ci farà mancare mai ciò che ci serve per davvero, per un semplice motivo, perché gli stiamo davvero a cuore.
La terza tentazione coincide con lo sfacciato tentativo da parte del demonio di assicurare potere su tutto, a condizione però che si prostri davanti ai suoi piedi.

Quante volte anche oggi per smania di potere non sono pochi, purtroppo, quelli che arrivano a vendere la loro dignità in cambio di carriera, poltrone o denaro facile.
Si tratta di vere e proprie insidie da saper snidare immediatamente con coraggiosa fermezza.
Gesù avrebbe potuto tenere lontano da sé il diavolo, dice Sant’Agostino, ma se non si fosse lasciato tentare non ci avrebbe insegnato a vincere.
Quando siamo allora tentati cerchiamo di non perdere mai di vista la rasserenante consapevolezza che in Gesù e con Gesù, ognuno di noi può davvero resistere al demonio che in mille modi ci tenta, volendoci sempre allontanare da Dio e separare dalla sua santa ed ineffabile volontà.

p. Enzo Smriglio